Autorizzazioni per apparecchi da gioco: la competenza per la sanzione è del sindaco

by Mauro Di Pace

Il TAR Sicilia, sezione staccata di Catania, ha accolto il ricorso di un titolare di un bar proposto contro la misura sanzionatoria della chiusura per tre giorni dell’esercizio, dovuta alla presenza di macchine da gioco prive di autorizzazione.

La sanzione era stata elevata dal Comandante della Polizia Municipale, e non dal Sindaco, come prescritto invece dal TULPS.

La sentenza è innovativa. In base al Testo Unico sugli enti locali, la competenza provvedimentale è del dirigente, e non del sindaco. Il TULPS, al’articolo 110,  pone una eccezione alla regola, della cui rilevanza il TAR dà atto.

Di seguito il testo della sentenza.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

sezione staccata di Catania (Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 287 del 2012, proposto da:
S.G., rappresentato e difeso dall’Avv. Mauro Di Pace, con domicilio eletto presso lo stesso, in Catania, Corso delle Province 247;

contro

Comune di Acireale, non costituito in giudizio;

per l’annullamento

dell’ordinanza n. 152 del 30 dicembre 2011 del Comandante della Polizia Municipale del Comune di Acireale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 ottobre 2012 il dott. Daniele Burzichelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

 FATTO e DIRITTO

L’odierno ricorrente è proprietario di un Bar sito in Aci Platani, frazione di Acireale.

Con tre verbali in data 11 novembre 2011 la Squadra Amministrativa della Divisione di Polizia Amministrativa e Locale della Questura di Catania ha contestato al ricorrente la violazione dell’art. 110, commi 9, lettera d), e 9-bis, r.d. n. 773/1931, avendo riscontrato la presenza all’interno dell’esercizio di alcuni apparecchi da gioco lecito privi del prescritto titolo autorizzatorio.

Con ordinanza n. 152 del 30 dicembre 2011 il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Acireale ha quindi disposto la sospensione per tre giorni, con decorrenza dal 12 febbraio 2012, dell’autorizzazione amministrativa per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande n. 534 del 29 luglio 2011, di cui il ricorrente è titolare.

Il ricorso è affidato ai seguenti motivi di gravame: a) “violazione dell’art. 110 r.d. n. 773/1931 in relazione all’art. 1, comma 545, legge n. 266/2005, incompetenza, violazione degli artt. 3 e 21-octies legge n. 241/1990, difetto di motivazione, eccesso di potere, violazione degli artt. 54 e 107 d.lgs. n. 267/2000 e dell’art. 97 Cost.”; b) “violazione dell’art. 110 r.d. n. 773/1931 in combinato disposto con l’at. 11 legge n. 689/1981, violazione degli artt. 3, 7 e 10 legge n. 241/1990, eccesso di potere per sviamento e violazione dell’art. 24 Cost.”.

In particolare, il ricorrente osserva che, ai sensi dell’art. 110, decimo comma, r.d. n. 773/1931, spetta al Sindaco, in ipotesi di questo tipo, la competenza a disporre la sospensione dell’autorizzazione amministrativa.

Il Comune di Acireale non si è costituito in giudizio.

Con decreto presidenziale n. 171 in data 10 febbraio 2012, confermato con ordinanza cautelare n. 254 in data 7 marzo 2012, è stata disposta la sospensione del provvedimento impugnato.

Nella pubblica udienza del 3 ottobre 2012, sentiti i difensori delle parti, come indicato in verbale, il la causa è stata trattenuta in decisione.

Il ricorso è fondato.

Il citato art. 110, decimo comma, r.d. n. 773/1931 dispone: “Se l’autore degli illeciti di cui al comma nono è titolare di licenza ai sensi dell’articolo 86, ovvero di autorizzazione ai sensi dell’articolo 3 della legge 25 agosto 1991, n. 287, le licenze o autorizzazioni sono sospese per un periodo da uno a trenta giorni e, in caso di reiterazione delle violazioni ai sensi dell’articolo 8-bis della legge 24 novembre 1981, n. 689, sono revocate dal Sindaco competente, con ordinanza motivata e con le modalità previste dall’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni”.

La norma fa quindi esplicito riferimento alla competenza del Sindaco per quanto attiene alla sospensione e alla revoca di licenze e autorizzazioni in relazione a fattispecie come quella di cui si tratta.

La censura presenta natura assorbente ed esime quindi il Collegio dall’esame degli ulteriori profili evidenziati nei motivi di gravame di cui al ricorso introduttivo.

Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, possono essere per metà compensate e per l’altra metà poste a carico dell’amministrazione soccombente, in ragione del carattere formale della censura accolta e della tutela cautelare tempestivamente concessa.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Staccata di Catania (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto: 1) lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’ordinanza n. 152 del 30 dicembre 2011 del Comandante della Polizia Municipale del Comune di Acireale; 2) compensa per metà le spese del giudizio liquidate in complessivi € 2.000,00 (euro duemila/00) e, per l’altra metà, condanna il Comune di Acireale alla rifusione, in favore del ricorrente, complessivi della somma di € 1.000,00 (euro mille/00), oltre accessori di legge se dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 3 ottobre 2012 con l’intervento dei magistrati:

Salvatore Veneziano, Presidente

Giovanni Milana, Consigliere

Daniele Burzichelli, Consigliere, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 19/10/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)