Cagliari – Roma: il Consiglio di Stato respinge l’appello cautelare di Cellino (testo ordinanza e commento)

by Mauro Di Pace

La storia del 3-0 a tavolino della Roma a Cagliari sembra non avere fine. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, proposto dal Cagliari contro l’ordinanza 1783/13 del TAR Lazio.

Con l’appello, il Cagliari mirava alla ripetizione della partita, perché il Tar Sardegna aveva a suo tempo annullato il provvedimento del Prefetto che rinviava la partita a data da destinarsi. I fatto sono brevemente riassunti qui

Il Consiglio di Stato prescinde da ogni considerazione circa la sussistenza del diritto del Cagliari al risarcimento del danno per equivalente (cioè a dire: quantificato in denaro), con riferimento sia al danno all’immagine, che ai mancati incassi;  non respinge quindi il ricorso in toto, come sembra erroneamente riportato da alcuni organi di stampa.

L’istanza cautelare, in diritto amministrativo, ha lo scopo di ottenere una pronuncia urgente per impedire il prodursi di un pregiudizio grave e non altrimenti riparabile, che sia conseguenza del provvedimento amministrativo impugnato. Il suo accoglimento presuppone la sussistenza del duplice presupposto del fumus boni iuris (cioè di un giudizio sommario e provvisorio di fondatezza del ricorso) e del periculum in mora (il pericolo del pregiudizio grave ed irreparabile).

Il Consiglio di Stato, in questo caso, ritiene carente il primo profilo.

Infatti, se da un lato è vero che il processo amministrativo consente delle pronunce cautelari a schema aperto (“le misure più idonee”, secondo il codice), dall’altro lato tali misure non possono tradursi in un illegittimo travalicamento dei limiti di giurisdizione cui è soggetta l’autorità del Consiglio di Stato. Ebbene, in questa materia vige la giurisdizione esclusiva degli organi di giustizia sportiva.

Di seguito il testo dell’ordinanza.

N. 01628/2013 REG.PROV.CAU.

N. 03209/2013 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 3209 del 2013, proposto da:

Società Cagliari Calcio s.p.a., in persona del presidente e legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avvocati Mattia Grassani e Enrico Lubrano, con domicilio eletto presso Lubrano Enrico Studio Legale Lubrano & Ass. in Roma, via Flaminia, 79;

contro

Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), in persona del presidente e legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Alberto Angeletti, con domicilio eletto presso il medesimo difensore in Roma, via Giuseppe Pisanelli, 2;
Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.i.g.c.), in persona del presidente e legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avvocati Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli, con domicilio eletto presso lo studio legale del primo in Roma, via Panama. 58;
Alta Corte di Giustizia Sportiva presso il C.o.n.i., Lega Calcio di Serie A;

nei confronti di

Società As Roma s.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani, con domicilio eletto presso Studio Legale B.d.l. in Roma, via Bocca di Leone, 78;

per la riforma

dell’ ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE III QUATER n. 1783/2013, resa tra le parti, concernente sanzione disciplinare della perdita della gara Cagliari-Roma del campionato di calcio di serie a 2012-2013;

Visto l’art. 62, cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.o.n.i.), della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) e della Società As Roma Spa;

Vista l’impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore, nella camera di consiglio del giorno 7 maggio 2013, il Consigliere di Stato Giulio Castriota Scanderbeg e uditi per le parti gli avvocati Enrico Lubrano, Alberto Angeletti, Letizia Mazzarelli, Luigi Medugno e Saverio Sticchi Damiani;

Considerato che nella controversia in esame viene in rilievo la richiesta dei danni consequenziali all’applicazione di una sanzione disciplinare, irrogata da un organo dell’ordinamento sportivo;

considerato che la cognizione delle cause relative a sanzioni disciplinari è riservata dalla legge (art. 2 del d.-l. 19 agosto 2003 n. 220) agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo, in applicazione del principio di autonomia, riconosciuto a tale ordinamento quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale;

considerato che, sia pure in sede di cognizione sommaria, propria di questa fase cautelare, non appare assistita da fumus boni iuris la pretesa della società appellante ad ottenere, in via interinale ed urgente, un ordine di rinnovazione della partita Cagliari-Roma, quale forma di reintegrazione in forma specifica della lesione asseritamente prospettata in relazione all’illegittimità della sanzione della sconfitta “a tavolino” ;

considerato, infatti, che nella delicata materia dei limiti esterni della giurisdizione statuale, rispetto all’ordinamento sportivo, l’assetto degli interessi venuto a delinearsi, in particolare, a seguito della sentenza di questa sezione n. 5782 del 2008 e di quella della Corte costituzionale n. 49 del 2011, è nel senso che nelle materie “riservate” all’ordinamento sportivo (come appunto quella delle sanzioni disciplinari) l’azione esperibile dinanzi al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva, può consistere (nell’ambito della tutela aquiliana) solo nel risarcimento del danno per equivalente (pena, altrimenti, il vulnus al suindicato principio autonomistico dell’ordinamento sportivo);

considerato, in definitiva, che l’appello cautelare va respinto, per difetto di fumus boni iuris e che, anche in ordine al periculum in mora, appaiono prevalenti, nella comparazione dei contrapposti interessi propria di questa fase, quelli prospettati dalle parti appellate, anche in rapporto alle posizioni di classifica delle squadre in oggetto;

Considerato che gli oneri del presente grado cautelare possono essere compensati tra le parti, avuto riguardo alla particolarità della vicenda trattata.

P.Q.M.

il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione VI, respinge l’appello cautelare (r.g.n. 3209/2013).

Oneri processuali compensati.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’amministrazione ed è depositata presso la Segreteria della Sezione, che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 7 maggio 2013, con l’intervento dei magistrati:

Aldo Scola, Presidente FF

Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere, Estensore

Bernhard Lageder, Consigliere

Silvia La Guardia, Consigliere

Claudio Boccia, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 07/05/2013

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)